ANALFABETISMO

Ma sai leggere e scrivere?

Il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico più o meno da tutti i governi: sarà perché solo la metà dei nostri parlamentari ha la laurea e che la neo ministra dell'Istruzione ha un corso triennale dopo le medie, di assistente sociale? Il Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità, lancia un allarme insieme a 600 docenti universitari al nostro Parlamento.

Firenze. “Saper leggere e scrivere: una proposta contro il declino dell’italiano a scuola”, il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico più o meno da tutti i governi: sarà perché solo la metà dei nostri parlamentari ha la laurea e che la neo ministra dell'Istruzione ha un corso triennale dopo le medie, di assistente sociale?
O sarà perché dal 2004 è stato abolito l'esame alla fine della quinta classe della scuola primaria? Quindi operativamente, sarà perché mancano «verifiche nazionali periodiche» durante gli otto anni del primo ciclo? No un esame, no un momento di seria verifica durante l’iter scolastico 6-14 anni, nessun incentivo per gli allievi, ma anzi, un'ideologia oramai diffusa di non abituarsi ad affrontare delle prove.
Basta con la pedagogia che giustifica l'indebolimento del NO nell'educazione, deve essere rivalutato il merito, la responsabilità, il rispetto delle regole, oggi la crisi dell’educazione nella famiglia e nella scuola ha portato la debolezza della cultura e più in generale, del senso civico.
Così si esprime il Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità, dedito al lavoro sui problemi della scuola, fondato nel 2005.
Il 4 Febbraio insieme a 600 docenti universitari, hanno consegnato un appello urgente al Presidente del Consiglio Gentiloni, alla Ministra dell'Istruzione Fedeli e all'intero Parlamento.
Urge un provvedimento contro il declino dell'italiano a scuola: non esiste fino all'esame di terza media alcuna valutazione né di merito né tantomeno ministeriale, sul dettato ortografico, il riassunto, la comprensione del testo, la conoscenza del lessico, l'analisi grammaticale e la scrittura corsiva a mano.
“È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente”, denunciano i 600 professori, insieme al Gruppo di Firenze.
Perchè oggi l'anno scolastico sia valido, dalla secondaria di primo grado, è obbligatoria solo la frequenza di150 giorni e nessuna verifica strutturale sul grado di alfabetizzazione.
Solo a 14 anni abbiamo il primo “esame” che valuta concretamente le capacità di apprendimento di 11 anni di frequenza scolastica.
Il Governo deve affrontare il problema “del sistema scolastico in modo appropriato, ci sono alcune importanti iniziative rivolte all’aggiornamento degli insegnanti, ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema”, denuncia il Gruppo di Firenze.
Nel 2014, l’OCSE (l’Organizzazione di cooperazione e sviluppo economico), pubblica la terza indagine comparativa sul'alfabetizzazione delle popolazioni in età di lavoro (16-65 anni): dal livello di analfabetismo strumentale totale, a un secondo livello comunque insufficiente alla comprensione e scrittura di un breve testo, ai successivi tre gradi di crescente capacità..
In Italia il 47% dei cittadini segue soltanto una capacità di analisi elementare ed è capace di trarre solo una comprensione basilare, in altre parole soffre di analfabetismo funzionale. E la percentuale è talmente alta da far balzare il nostro paese al vertice di questa speciale classifica.
L'andamento è preoccupante e anche illustri economisti come Luigi Spaventa o Tito Boeri hanno spiegato come il grave analfabetismo strumentale e funzionale incida negativamente sull'economia del paese, diventando responsabile del grave ristagno economico che affligge l’Italia dai primi anni novanta.
Ci auguriamo che la lettera inviata da Firenze porti al “raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti»: che sia il caso di tornare all'esame alla fine del ciclo della primaria?
S'invita a leggere i libri consigliati dal Gruppo di Firenze, una “Bibliografia essenziale” per rispondere alla crisi dei ruoli educativi di genitori e insegnanti.

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