IMMIGRAZIONE

In Toscana fanno scuola gli immigrati al posto dei Proff.

I nostri professori pare non abbiano un alto livello di scolarizzazione, pare che non siano disposti a portare le loro competenze e professionalità a servizio della comunità scolastica, forse hanno metodi didattici che non aiutano la comprensione di materie come la matematica, e non essendo di madre lingua, non sanno insegnare francese: meglio gli extra comunitari richiedenti asilo.

Empoli. Immigrati diventano professori: un'altra novità del nostro spirito d'integrazione toscano, questa volta rivolto alle scuole per dedicare ai nostri ragazzi la competenza e la professionalità d'insegnanti qualificati.
Ripetizioni di francese e matematica a una decina di studenti delle scuole superiori di Empoli, da parte di due camerunensi dei centri di accoglienza dal consorzio Co&So Empoli.
«È un modo diverso per accogliere e conoscere – ha detto Diego Landi, coordinatore dei Cas di Co&So Empoli - Sono ragazzi che hanno un livello di scolarizzazione alto e che hanno deciso di mettersi a disposizione della comunità».
La Co&So Empoli gestisce ben 7 strutture sul territorio, 125 maschi richiedenti asilo dai 19 ai 30 anni.
Orgogliosi di dimostrare 15 diverse nazionalità che hanno imparato a convivere e a rispettarsi, perché «Essere al servizio della comunità, accogliere i più deboli, è la nostra missione", ha detto Claudio Freschi, presidente Co&So Empoli e vicepresidente Federsolidarietà-Confcooperative Toscana, si è pensato bene di esportare questo modello d'integrazione obbligando i ragazzi ad imparare matematica e francese da professori extra comunitari.
Probabilmente al Preside della scuola va bene non assumere insegnanti italiani o chiamare supplenti in lista al Provveditorato, ma rivolgersi ai centri di accoglienza.
"Sono ragazzi che hanno un livello di scolarizzazione alto e che hanno deciso di mettersi a disposizione della comunità", dicono dalla rete Federsolidarietà-Confcooperative Toscana, forse il nuovo centro di collocamento per scuole ed altri enti che, per dimostrare uno spirito d'integrazione che tanto piace alla Toscana, aprono pure le porte della carriera scolastica: felici i supplenti italiani.

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