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Escluso dal Salone di Torino il libro sul "Caso Forteto"

La polemica è nata per il libro "Setta di Stato - il caso Forteto" dei giornalisti Francesco Pini e Duccio Tronchi e pubblicato da AB e che la giunta regionale toscana ha deciso di non presentare al Salone del Libro di Torino

Firenze. La comunità del Forteto torna alla ribalta e si torna a parlare degli ex vertici della comunità, condannati a pene pesantissime per abusi su minori e ragazzi in difficoltà che il Tribunale dei Minori aveva loro affidato attraverso l'intervento degli assistenti sociali.
La polemica è nata per il libro "Setta di Stato - il caso Forteto" dei giornalisti Francesco Pini e Duccio Tronchi e pubblicato da AB e che la giunta regionale toscana ha deciso di non presentare al Salone del Libro di Torino.
La commissione d'inchiesta istituita dal Consiglio regionale per contribuire a far luce sulla vicenda, ha dichiarato in merito a questa decisione: "La Regione Toscana rimedi alla gaffe e ripensi alla decisione di negare all'editore AB la richiesta di portare e presentare al salone del libro di Torino "Setta di Stato - Il caso Forteto". E' una scelta grave che ci lascia sconcertati: chiediamo spiegazioni su quale sia il motivo del diniego ricevuto. Non potremmo in alcun modo accettare ancora una volta una censura su una vicenda che ha così pesantemente scosso la nostra regione. Nei giorni scorsi tutti gli editori toscani hanno ricevuto dalla vicepresidente Monica Barni un invito a partecipare allo spazio che allestirà la Regione Toscana alla più importante manifestazione italiana nel campo dell'editoria. Da quanto si è appreso gli organizzatori di Toscanalibri hanno sottoposto la richiesta di presentazione ricevuta da "AB" per "Setta di Stato" alla Regione che ha negato il consenso. Dopo la costituzione di parte civile da parte della Regione Toscana, dopo il prezioso lavoro portato avanti dalle due commissioni regionali d'inchiesta e dal Consiglio regionale, non può esserci un solo motivo valido per chiudere le porte ad un libro che aiuta a capire, raccontando fatti e pubblicando documenti ufficiali, cos'è stato Il Forteto: il compito della Regione non può che essere quello di far conoscere a tutti cos'è successo in quella realtà. Non possiamo più accettare alcuna ambiguità, metteremo in campo tutte le azioni necessarie alla diffusione questa terribile vicenda e far proliferare gli anticorpi per scongiurare che casi del genere possano accadere di nuovo".

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