Obblighi sanitari

Firenze, 4 Hospice per i malati terminali ma no libertà di cura

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana e siccome tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti, ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà, anche oltre lo statuto giuridico del Paese cui una persona appartiene

Firenze. In questi giorni pasquali di riflessione su “Morte e Resurrezione”, torna a far discutere in Toscana il caso di eutanasia di Davide Trentini, il 53enne malato di Sla dal 1993, che, accompagnato da Mina Welby, ha scelto la libertà di cura avvalendosi dell'eutanasia in Svizzera.
Firenze è dotata di 4 Hospice, strutture specialistiche di ricovero che accolgono pazienti che si avvalgono del servizio di Cure Palliative, ma l'Art.32 della Costituzione continua a non essere preso in considerazione.
Che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario” e che "la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, in Italia non viene osservato.
Anche sulla scelta vaccinale, di cui la Toscana è tra le regioni con maggior numero di obblighi fin dalla più tenera età, ci sono battaglie.
L'imposizione di come curarsi e l'assenza di libertà di scelta, diventano obblighi sanitari, giustificati dall'interesse e tutela del fondamentale diritto dell’individuo alla salute.
Anche Papa Francesco dice no all'Art.32 della Costituzione, ma ammettendo che lo Stato Vaticano abbia le sue leggi, i nostri politici dovrebbero invece applicare la Costituzione italiana. Se per la Chiesa di Bergoglio, abortire o usufruire dell'eutanasia non è libertà di scelta, ma azione deliberata, quasi eretica, di “scartare” il “volto di Cristo”, non la pensano allo stesso modo gran parte delle Chiese che appartengono al protestantesimo storico, che considerano pienamente lecito il rifiuto delle cure. La libertà è sancita dalla coscienza, non esiste quindi l’obbligo di usare tutti i molteplici mezzi che oggi la medicina ha a sua disposizione perché il mezzo terapeutico deve confrontarsi con la situazione concreta del paziente.
Domandandosi se siamo uno Stato laico, o se forse la morale e l'etica dello Stato Vaticano hanno più peso dei Diritti sanciti dalla Costituzione di una Repubblica italiana, la nostra libertà di scelta viene sempre meno.
La non applicazione della libertà di cura nel nostro Paese, pone il dubbio che la qualità della vita e la dignità della persona, siano solo parole e che alla base degli obblighi di cura ci sia un interesse economico.
I testi di legge prevedono però altre libertà.
Art.32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Dichiarazione Universale sui Diritti dell'Uomo:
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.”
“Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione senza distinzione alcuna”, nemmeno “sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene.”