GUERRA AL GLIFOSATO

Carmignano, il Sindaco vieta il glifosato sul territorio comunale

Stop all'utilizzo del Glifosato in tutto il territorio comunale di Carmignano, a difesa della salute pubblica, della falda e del suolo sarà sollecitata "Arpat ed Asl affinché si attivino per un monitoraggio costante ed approfondito dei corpi idrici di superficie e di falda, al fine di valutare l’eventuale contaminazione dall’erbicida glifosato", incontri informativi sulle alternative possibili

FIRENZE. Non è il primo incontro, dibattito, convegno che ne parla, anche in territorio fiorentino. Il tema è il Glifosato in agricoltura. E' giusto il suo utilizzo?
Intanto nella provincia di Prato si passa ai fatti. Il Sindaco Prestanti, ha firmato l'ordinanza che ne vieta l'utilizzo su tutto il territorio del Comune di Carmignano: "Il tutto a difesa della salute pubblica, della falda e del suolo" spiega Prestanti.
Continua dunque il dibattito aperto sul glifosato, prodotto chimico con funzione di erbicida, molto usato in agricoltura ed anche in Italia.
La Echa, Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha recentemente classificato il glifosate come non cancerogeno, non mutageno, non tossico per la riproduzione e non genotossico. Ma non tutta la Scienza è dello stesso parere. L'associazione Greenpeace ad esempio ricorda che “L’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha deciso di respingere le evidenze scientifiche che mostrano che il controverso diserbante glifosato potrebbe causare il cancro. La sua valutazione potrebbe ora aprire la strada al rinnovo per ulteriori 15 anni dell’autorizzazione per l’uso in Ue di questo diserbante, classificato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo" dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC)”.
A mettere su carne al fuoco c'è anche il recente documento-studio francese redatto da un istituto nazionale che si occupa di agricoltura a Digione secondo cui sarebbe possibile ridurre i pesticidi del 37%, i fungicidi del 47% e gli insetticidi del 60% proprio perché i pesticidi non aumentano le rese agricole.
Ora, secondo Prestanti, il provvedimento va rispettato. “Solleciteremo Arpat ed Asl affinché si attivino per un monitoraggio costante ed approfondito dei corpi idrici di superficie e di falda, al fine di valutare l’eventuale contaminazione dall’erbicida glifosato. Organizzeremo poi incontri per dare informazioni sulle possibili alternative per tenere sotto controllo malerbe e erbe infestanti, nei campi ed altrove, utilizzando al posto di diserbanti chimici sistemi meccanici di taglio, il fuoco e il vapore".

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