addio Boncompagni

Muore una meraviglia di cervello toscano

Morto Gianni Boncompagni, con oltre mezzo secolo di attività televisive sui canali Rai e Mediaset, ha colorato l'Italia della tv serale; grande amico di Renzo Arbore conosciuto ad un concorso Rai che aprì le porte al ritorno della radio con il programma Bandiera Gialla, insieme dimostrarono che la radio era uno strumento di comunicazione al passo con i nuovi tempi e tutt’altro che invecchiata, se ne va ad 84 anni, con quella meraviglia di cervello, un toscano intelligente, arguto, provocatorio, aperto

Se ne va l'inventore della Tv leggera italiana, il decennale compagno di Raffaella Carrà, il pigmalione di Ambra Angiolini, il regista di Domenica In, Non è la Rai, Pronto Raffaella, Carramba.
Gianni Boncompagni era nato ad Arezzo il 13 Maggio 1932, "con quella meraviglia di cervello, un toscano intelligente, arguto, provocatorio, aperto" come lo definisce l'amico di sempre Renzo Arbore.
Insieme ridettero il via alla radio nella metà degli anni '60 con il programma Bandiera Gialla, rivolto ad un pubblico giovanile sul Secondo Programma Rai, poi arrivò Alto Gradimento e lo stile Boncompagni-Arbore divenne un cult in seguito copiato da molti.
Ricorda Arbore: "Si è vero, il nostro stile è stato decisamente un esempio poi ripreso da tanti altri, ma con Gianni eravamo contenti anche di essere emulati... significava che qualcosa di buono lo avevamo fatto e che valeva la pena prenderci a modello".
Con oltre mezzo secolo anche di attività televisive sui canali Rai e Mediaset, Boncompagni ha colorato l'Italia della tv serale.
Così Renzo Arbore racconta in un intervista sul Corriere: "Abbiamo cominciato a lavorare insieme nel 1965, più di cinquant’anni in tandem e, anche quando non lavoravamo insieme, perché presi da altri impegni, eravamo sempre, costantemente in contatto".
Si conobbero una mattina ad un concorso Rai, di quel giorno che segnò per sempre la loro amicizia, Arbore ricorda:«Ci incontrammo quella mattina, per affrontare l’esame da maestro programmatore radiofonico... e lo superammo entrambi. In seguito ci vantammo che eravamo stati gli ultimi a entrare per concorso in Rai, e senza raccomandazioni, cioè quando i concorsi erano seri e con esaminatori molto severi. Il primo programma che firmammo insieme fu Bandiera Gialla. Era il riscatto della radio... a quel tempo la radio era ormai confinata a sorella minore dell' emergente, prepotente televisione, ed era considerata una roba vecchia. Invece, con il nostro programma, la facemmo rinascere a nuova vita, perché i nostri fan erano giovani e giovanissimi... i ragazzi di quel tempo, ragazzi come noi. Insomma, dimostrammo che la radio era uno strumento di comunicazione al passo con i nuovi tempi e tutt’altro che invecchiata".
Gianni Boncompagni aveva 84 anni, è morto il 16 Aprile e la notizia è stata diramata sull'Ansa dalle figlie Claudia, Paola e Barbara: "Dopo una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n'è andato papà, uomo dai molti talenti e padre indimenticabile".