ricezione diversificata

Firenze, bisogno di nuove strategie per il turismo

In una città come Firenze manca un punto di ritrovo unico, un visitor center, dove ogni turista possa trovare tutte le informazioni che servono per organizzare e diversificare la sua vacanza, purtroppo in pochi attuano una politica che metta in evidenza quanto sia necessario avere almeno 3 giorni a disposizione per realmente apprezzare Firenze, i suoi poli museali e le sue bellezze.

Firenze. Boom di turisti in queste giornate pasquali. Continua il dibattito sull'eccessiva presenza ed affluenza nella nostra città di quello che dovrebbe essere uno dei principali motori dell'economia, sia per Firenze che per l'Italia: il turismo.
Il Ministro del Mibact Dario Franceschini ha ipotizzato il contapersone su Ponte Vecchio (chissà se da far mettere anche agli abusivi che lo affollano con la loro merce davanti alle botteghe degli orafi famosi) e la possibilità di fare un turismo a “numero chiuso”. Il Sindaco Nardella sta già affrontando il tema con il Premier Gentiloni.
Non è dello stesso parere Francesco Bechi, presidente di Federalberghi che dice: “Tanti stranieri... e gli americani non sono mancati... per noi la pluralità di provenienza è un elemento importante. Non credo nei contapersone. Non possiamo certo chiudere Ponte vecchio. Dobbiamo piuttosto lavorare sulla pianificazione dell'offerta.”
In una città come Firenze manca un punto di ritrovo unico, un “visitor center, dove ogni turista possa trovare tutte le informazioni che servono per organizzare e diversificare la sua vacanza.”
Purtroppo in pochi attuano una politica che metta in evidenza quanto sia necessario avere almeno 3 giorni a disposizione per realmente apprezzare Firenze, i suoi poli museali e le sue bellezze.
Non è una questione di turismo povero o ricco, le tasse sono salate per entrambi, e nemmeno di quantità di persone o di numero chiuso, ma di cultura e valorizzazione della nostra Città.