sagre nel mirino

Firenze, Confcommercio: distinguere sagre vere da quelle false

Arriva il bel tempo, arrivano le sagre, arriva un fatturato di oltre 30milioni di euro, ma spesso dove vanno a finire i soldi e come vengono utilizzati i fondi raccolti, non si riesce a sapere; le associazioni di categoria però non ci stanno ed hanno chiesto alla Regione di regolamentare il settore

Firenze. Troppe sono le sagre nel territorio della Provincia. I locali delle zone in cui queste si svolgono stanno riportando una diminuizione del fatturato fino al 30%. Confesercenti e Confcommercio danno l'allarme e chiedono una regolamentazione.
Ci sono sagre assurde come quella del pesce fritto in montagna e dei funghi al mare, la sagra del seitan, proliferano sagre di pizza, birra e anche della Nutella, senza alcuna attinenza alla tradizione del luogo. Si usa un personale fatto di volontari, per lo più ragazzini che non hanno nemmeno l'età per portare in tavola ed anche questo non è un incentivo per l'occupazione. In più, il suolo pubblico è spesso dato gratis e con le agevolazioni per spazi, cucine ed attrezzatura varia, si fattura oltre 30milioni di euro. Ma spesso dove vanno a finire i soldi e come vengono utilizzati i fondi raccolti, non si riesce a sapere.
Le associazioni sportive ed i circoli delle varie località che organizzano le sagre, sostengono che senza di queste, non ci sarebbe per loro possibilità di sopravvivenza.
Le associazioni di categoria però non ci stanno ed hanno chiesto alla Regione di regolamentare il settore.
Per questo, il Direttore di Confcommercio Marinoni dice: “Nel regolamento si possono fissare i paletti per discernere le vere sagre dalle false. Oggi ci sono eventi che, oltre a durare settimane e non essere legati alla tipicità del territorio, hanno menù estensivi da far invidia ad un ristorante, con pizza, carne e pesce”.
Di sicuro d'ora in poi i controlli saranno maggiori.

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